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L’imperatore del sushi

Nobuyuki Matsuhisa, chef e imprenditore, socio di Robert De Niro e ideatore di una catena mondiale di ristoranti, si racconta in un’Autobiografia.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che oggi al mondo almeno un paio di piatti siano di diffusione e popolarità veramente globali: il primo è la pizza, che noi italiani conosciamo bene per averla esportata in ogni angolo del pianeta, e il secondo è il sushi, che iniziamo a conoscere altrettanto bene per essere ormai entrato nelle nostre diete, grazie alle insegne che ormai da anni spuntano nelle nostre città, Milano in primis. E non è un caso che proprio a Milano si trovi l’unico ristorante italiano del gruppo Nobu, che oggi conta poco meno di 50 locali sparsi in tutto il mondo, da New York a Tokyo, da Johannesburg a San Paolo, da Dubai a Mosca.

Un gruppo nato nel 1994 dalle mani del celebre cuoco giapponese Nobuyuki Matsuhisa e dalla spinta imprenditoriale dei soci Robert De Niro (sì, proprio quel Robert De Niro), Meir Teper e Drew Nieporent, e che negli ultimi anni si è aperto anche al mondo degli hotel di lusso. Nonostante ciò il nome di Nobu continua a essere legato al sushi, ma in senso più ampio anche alla reinterpretazione in chiave internazionale e fusion della cucina giapponese. Ed è proprio la nascita e lo sviluppo di Nobu come idea di ristorazione e di accoglienza a trovarsi al centro dell’autobiografia di Nobuyuki Matshuhisa, pubblicata nel 2014 in Giappone, poi negli Stati Uniti, e ora tradotta anche in italiano per i tipi di Harper Collins. Quella di Nobuyuki, per tutti Nobu, è la tipica storia di uno che ce l’ha fatta partendo da zero. A 17 anni inizia a lavorare come apprendista al Matsuei-sushi di Tokyo, e a lungo si occupa in maniera pressoché esclusiva di lavare piatti e fare consegne a domicilio. La gavetta è dura.

Con il tempo è arrivato a ricoprire la posizione di sushi chef del Matsuei-sushi, poi ha iniziato il suo pellegrinaggio in giro per il mondo, prima in Perù, poi in Argentina, quindi in Alaska, dove un incendio ha divorato il suo locale inaugurato da poco portandolo sull’orlo del precipizio. Da lì la difficile rinascita, culminata con l’inaugurazione nel 1987 del Matsuhisa di Los Angeles, il vero ristorante zero, l’equivalente del primo cent di Zio Paperone, il laboratorio in cui è stata perfezionata e da cui poi è sbocciata l’idea Nobu, complici anche l’incontro e l’amicizia con De Niro. Nobu. L’autobiografia è un punto di osservazione privilegiato per comprendere meglio, tanto per iniziare, il cibo giapponese e il sistema di valori e di pensiero che ci sta dietro. La lettura di Nobu. L’autobiografia apre nuovi orizzonti di comprensione, perché a modo suo ci introduce nel cuore di una tradizione culinaria che in molti sentono ancora distante.

Per chi volesse approfondire il tema, la lettura del libro potrebbe accompagnarsi alla visione di un documentario che non solo ha fatto conoscere la vera cultura del sushi in tutto il mondo, ma ha anche rivoluzionato il modo di trattare il cibo sullo schermo, anticipando il successo della fortunata serie di Netflix Chef’s Table: si tratta di Jiro e l’arte del sushi, del 2011.

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